SICUREZZA e AMBIENTE

 

 

Impatto Ambientale

Ogni attività umana produce una modificazione delle condizioni dell'ambiente circostante; una attività industriale poi, quando supera una certa dimensione deve essere sottoposta ad un Valutazione di Impatto Ambientale formale che deve rispondere alla norme ricomprese nel Testo Unico per l'ambiente; in caso la modifiche all'ambiente siano ritenute non accettabili l'impianto deve essere sottoposto a mitigazioni che ne riducano gli impatti.

Le valutazioni debbono essere effettuate sia in fase di progettazione che nel corso dell'esercizio dell'impianto naturalmente gli strumenti saranno differenti .

La misurazione degli impatti una volta avviato l'impianto viene eseguita con strumentazione analitica con criteri che sono fissati da norme Uni e deve verificare che i modelli di calcolo utilizzati nella fase di progettazione siano stati scelti in modo appropriato (questo vale soprattutto per gli inquinanti gassosi , liquidi e per la pressione del rumore).

  1. INQUIANTI ATMOSFERICI: la valutazione degli impatti in fase di progettazione si avvale di modelli di calcolo che generalmente sono differenti per l'ambiente interno ai luoghi di lavoro rispetto all'esterno; il modello EUSES/EASE proposto dalla CE può essere utilizzato per entrambe gli ambiti; le concentrazione di inquinanti, all'interno dei luoghi di lavoro, ottenute ipotizzando scenari impiantistici, congruenti con le soluzioni tecniche adottate, vanno confrontati con i valori riportati ad esempio, nelle norme ACGIH americane (già da tempo impiegati a questo scopo e introdotte nel Contratto Nazionale Chimici) o con i dati di norme CE che recentemente sono stati pubblicati per cercare di uniformare una serie di limiti adottati a livello nazionale.
    Dati più completi sulla pericolosità dei prodotti chimici possono essere ricercati sulle schede di sicurezza che ogni fornitore deve consegnare ai propri clienti in base alla norme contenute nel regolamento europeo CE REACH.
    Altre fonti sono le banche dati specialistiche (in genere a pagamento) ma più spesso collegate ad enti governativi preposti alla verifica della tossicità delle sostanze quali CCTN (commissione consultiva tossicologica nazionale), IARC (International Agency for Research on Cancer), NTP (National Toxicologicy Program o pubblicati dall'EPA). Alcuni esempi applicativi del modello EUSES relativi a situazioni proprie di laboratori chimici sono illustrate nella Linea Guida dell'UNICHIM n. 192/3 pubblicata nel 2009 e in quelle precedenti della stessa serie 192. Per valutare il pericolo determinato da emissioni da camini o aree (emissioni diffuse) esistono differenti modelli di calcolo delle concentrazioni nell'ambiente esterno all'area dell'impianto in funzioni della distanza dalla sorgente e della particolare orografia del sito, mentre il Testo Unico per l'Ambiente fissa i limiti di concentrazione, che vanno rispettati all'uscita del camino, per tipologia di impianto e degli inquinanti. Sono disponibili sia modelle CE che EPA tra i primi oltre al già citatowww.epa.gov/iris può essere utilizzato il modello OPS-Pro4.1 quelli EPA si differenziano per condizioni ambientali e per verificare particolari requisiti delle norme USA e sono riportati nel codice 40CFR part 51 pubblicato sul Federal Register Vol. .70 N. 216 del 9 nov. 2005 i modelli Epa sono in grado di valutare sia l'incidenza di differenti orografie che una serie di inquinanti non solo tra quelli emessi ma anche quelli che vengono prodotti una volta usciti dal camino (inquinanti secondari es. ozono). Da notare che tutti i modelli citati sono in grado di stimare le concentrazione di inquinanti depositati sul suolo e quindi di valutare nel tempo se sono prevedibili danni alle culture. (esempio per deposito di metalli tossici) I dati ottenuti dai modelli di calcolo vanno confrontati con le concentrazioni prefissate per la qualità dell'aria negli ambienti urbani e rurali previsti dalle norme CE e recepiti dalle norme Italiane D.M. 60/02 e D. Legs. 183/04 e con quelli misurati dagli enti preposti (attualmente l'Arpa provinciale) che vengono annualmente pubblicati per valutare appunto l'impatto dell'inserimento dell'impianto nel sito previsto e se si debbano prevedere delle forme di attenuazione;

  2. SCARICHI LIQUIDI: sempre dal Testo unico per l'ambiente sono previsti limiti degli inquinanti presenti nelle acque reflue in funzione del ricettore che può essere corpo d'acqua o fognatura provviste di trattamento. In questo secondo caso l'accordo deve essere raggiunto con il gestore dell'impianto di trattamento mentre per i corsi d'acqua superficiali deve essere valutato anche il rapporto tra le due portate scarico / corpo ricettore in modo da non compromettere la vita delle flora e fauna ittica. In caso di prelievo di acqua di raffreddamento dallo stesso corpo idrico in cui si scaricano le acque reflue bisognerà inoltre garantire una portata minima del corso stesso e quindi dimensionare il ciclo di raffreddamento del ns. impianto in considerazione di ciò.

  3. RUMORE: anche i parametri fisi che possono compromettere la salute dell'uomo sono soggetti a limiti definiti da norme internazionali; tra questi il rumore è quello che può avere maggior impatto sull'ambiente esterno oltre che essere regolamentato ambito lavorativo In fase di progettazione si può valutare l'impatto acustico in base a modelli previsionali che si basano sulla pressione sonora della sorgente e sulla distanza da essa del ricettore il D.P.C.M. 14.11.1997 stabilisce quali devono essere i limiti di pressione massima in funzione della zone urbanistica e del periodo giorno/ notte. Qualora i modelli previsionali diano die valori superiori a quelli ammessi sarà necessario intervenire nella progettazione dell'impianto per assumere mitigazioni della pressione sonora stessa.

  4. ALTRI IMPATTI: La protezione del suolo deve essere prevista in tutti quei casi ove dall'impianto si possano prevedere fuoriuscite di sostanze (es. prese campione, perdite da tenute delle pompe) in modo da evitare contaminazione del suolo.

La quantità e qualità dei rifiuti possono essere un parametro di valutazione dell'impatto ambientale ed il progettista deve valutare le alternative di processo che siano in grado di ridurre al minimo i rifiuti. Il numero di mezzi di trasporto per la movimentazione delle materia prime , i prodotti e sottoprodotti , i consumi di gas ed energia elettrica sono altri parametri che saranno da definire in fase di progettazione per poter predisporre delle necessarie infrastrutture che dovranno essere messe nel conto dei possibili impatti.

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